Collezioni

La raccolta xilo-tipografica della Galleria Estense si è costituita nel corso dell’attività secolare di alcune tipografie modenesi: di esse conserva un ricco e significativo insieme di strumenti di lavoro, dal torchio, nelle sue forme settecentesca e ottocentesca, alle matrici servite per stampare immagini dal Cinquecento (in rari casi dalla fine del Quattrocento) all’inizio del Novecento.

collezioni

La raccolta Soliani-Barelli

Nel 1887, grazie ad un’iniziativa di Adolfo Venturi, la città di Modena vide recuperato, presso la Galleria Estense, un nucleo di circa duemilaseicento matrici, patrimonio che, ormai esaurita a metà Ottocento la sua funzione pratica, era già sulla via della dispersione e dello sfruttamento commerciale: si trattava della raccolta nota come Soliani dal nome della famiglia di tipografi che ne furono gli ultimi possessori, sommata alla meno nota, ma significativa raccolta messa insieme, nel corso di molte peregrinazioni, dal merciaio ambulante, poi cartolaio, Pietro Barelli che, dopo il 1864 e fino al 1887, ebbe presso di sé a Milano i legni modenesi.

La scelta di Venturi sembra non essere stata ben capita a suo tempo, ma risalta oggi in tutto il suo significato: presso la Galleria Estense venne a trovarsi una documentazione veramente straordinaria del patrimonio iconografico di varie tipografie modenesi che avevano acquisito o direttamente commissionato le matrici nel corso dei secoli. La possibilità che essa offre di indagine nel mondo artigianale dei produttori e in quello quotidiano dei fruitori è tale da superare forse ancora la domanda di informazione dello studioso, cui presenta un terreno di indagine piuttosto nuovo, soprattutto per l’Italia.

scopri la raccolta

La raccolta Mucchi

È comunque indubbia la correttezza, nonché l’attualità, della scelta di Adolfo Venturi di acquistare la raccolta in blocco o in massa, senza separare il materiale di scarsa qualità da quello di valore artistico in senso stretto. Con il medesimo criterio storico si è cercato di procedere nell’acquisto di un ulteriore nucleo collezionistico: la raccolta Enrico Mucchi, tramandata alla tipografia familiare del proprietario dalle più antiche aziende di cui essa era erede, la Soliani e la Società Tipografica Modenese.
Le oltre tremila matrici di questa collezione estendono e completano la collezione già musealizzata, ampliandone l’arco temporale, compreso tra la fine del Quattrocento e i primi dell’Ottocento, fino alle soglie della Seconda Guerra Mondiale. Con l’acquisto della raccolta Mucchi, la Soprintendenza di Modena ha dunque proseguito nel solco tracciato da Adolfo Venturi, assicurando allo Stato e alla città di Modena, tra il 1989 e il 1993, un nuovo prezioso nucleo.

scopri la raccolta 

Il progetto

La valorizzazione di questi materiali, intrapresa negli anni Ottanta, grazie a una ricognizione sistematica dei materiali, presentati in due mostre “I legni incisi della Galleria Estense” a Modena nel 1986 e a Milano nel 1988, prosegue adesso nell’ambito del progetto di digitalizzazione e studio promosso a partire dal 2013 dalle Gallerie Estensi grazie al contributo della Fondazione Memofonte di Firenze. Un progetto dai molteplici obbiettivi che si propone di dare spazio anche alle peculiarità salienti della collezione in gran parte ancora inesplorate.

scopri di più